Introduzione
Quando ho messo le mani sulla Korg i3 per la prima volta, la mia impressione è stata quella di uno strumento pensato per stimolare subito la creatività. Non è una workstation professionale nel senso più ampio, ma si capisce che l’obiettivo di Korg è dare un “coltellino svizzero” a chi vuole suonare, comporre e divertirsi senza perdersi in troppi menù.
Motivazioni
Quello che mi piace della i3 è la sua immediatezza: accendi, scegli uno “style” e puoi già costruire una canzone. I suoni sono di buona qualità (specialmente pianoforti elettrici, synth e batterie) e il fatto che sia portatile e leggero la rende perfetta da portare in sala prove o sul palco. La sezione ritmica è davvero utile, perché ti permette di provare idee senza dover collegare una DAW.
I contro però ci sono: non aspettarti la profondità di editing che trovi su una workstation più avanzata come la Korg Krome o la Yamaha MODX. Le funzioni di sequencer sono abbastanza basiche, e per chi vuole produrre musica in modo più “serio” rischia di essere un po’ limitata. Inoltre la tastiera, pur essendo comoda, non ha la stessa espressività di modelli più costosi.
Conclusione
In poche parole, la Korg i3 è uno strumento ideale per chi vuole divertirsi, provare idee al volo o avere un setup semplice ma efficace. Se cerchi qualcosa di più “profondo” a livello di programmazione sonora o produzione, forse non è la scelta giusta. Ma per chi desidera ispirazione immediata, è davvero un’ottima compagna.